Biologo nutrizionista a Milano

Cosa provoca l’alcol all’organismo?

23/01/2024

Gli alcolici fanno male?

L’alcol fa male?

È molto importante sfatare alcuni miti: purtroppo l’alcol contenuto negli alcolici non fa mai bene. L’alcol non è un nutriente bensì, in termini tecnici, uno stupefacente.

Ma cos’è l’alcol?

L’alcol etilico (o etanolo) comunemente presente negli alcolici è nella maggior parte dei casi una molecola che deriva dalla cosiddetta fermentazione alcolica, un processo che determina la produzione di alcol a partire dagli zuccheri e grazie al contributo di lieviti.

Le bevande alcoliche possono essere prodotte dunque per fermentazione (vino, birra) e per successiva distillazione (grappa, whisky, cognac, rum, a seconda dello zucchero di provenienza) o per infusione idroalcolica (limoncello, mirto, amari), cioè per macerazione di piante o parti di esse all’interno di alcol etilico puro, di solito ottenuto a livello industriale.

La dose è importante?

L’effetto dell’alcol sulla nostra psiche è diverso in funzione della dose assunta: a basse dosi ha un effetto euforizzante e disinibente, ma ad alte dosi deprime il sistema nervoso centrale. L’effetto sul cervello può esplicarsi perché l’alcol ha la capacità di superare la barriera emato-encefalica, dopo essere entrato nel torrente circolatorio.

Ma il mezzo bicchiere di vino a pasto fa bene?

Si tratta di un mito: numerosi studi hanno ormai smentito il presunto effetto cardioprotettivo del vino. Il problema, è bene ribadirlo, è rappresentato dall’etanolo. Non escludiamo che altre molecole, presenti soprattutto nelle bucce dell’uva, possano esercitare un’azione protettiva nei confronti del nostro organismo, attraverso un’attività antiossidante. È il caso del resveratrolo, una molecola che in modelli cellulari ha mostrato di avere un’attività biologica. Sono tuttavia necessari ulteriori studi per capire come utilizzarla o integrarla in maniera specifica in un’ottica di prevenzione delle patologie croniche.

Ciò che oggi sappiamo è che gli effetti negativi dell’etanolo presenti nel vino controbilanciano abbondantemente quelli potenzialmente positivi ma mai dimostrati del resveratrolo.

L’alcol provoca il cancro?

Sì, tutti gli alcolici possono favorire l’insorgenza del cancro, poiché l’etanolo è un cancerogeno diretto riconosciuto fin dal 1988.  È stato inserito nel gruppo 1 (cancerogeni certi) della classificazione IARC. Il consumo regolare di alcol è un fattore di rischio per i tumori del cavo orale, dell’esofago, dello stomaco, del pancreas, del colon-retto e del fegato, oltre che del tumore al seno. L’alcol infatti, oltre ad essere erosivo per le mucose, interferisce anche a livello ormonale, favorendo la produzione di estrogeni e androgeni.

Il miglior modo per minimizzare il rischio è non bere affatto alcolici.

L’alcol fa ingrassare?

Sì, l’alcol può anche fare ingrassare, aumentando indirettamente il rischio di contrarre altre patologie croniche, come quelle cardiovascolari, l’insufficienza renale o il diabete.

Il destino metabolico dell’alcol è duplice: viene assorbito dallo stomaco e dall’intestino tenue e detossificato a livello del fegato, che lo trasforma in acetaldeide. Piccole quantità di acetaldeide, molecola anch’essa cancerogena e che riduce l’assorbimento di alcune vitamine chiamate folati, possono essere convertite in acetato, destinato a produrre energia o ad accumularsi sotto forma di grasso. L’acetaldeide in eccesso, invece, esplica direttamente la sua azione tossica. Un ml di etanolo sviluppa infatti 5,6Kcal: ciò significa che una bottiglia di birra piccola o un bicchiere di vino sviluppano circa 90Kcal.

Anche l’amaro a fine pasto, contrariamente a quanto si pensa, è tutt’altro che utile ai fini digestivi, poiché impegna l’apparato digerente rallentando lo svuotamento gastrico. L’alcol non si smaltisce sudando, non riscalda (anzi, ha un’azione vasodilatatrice, che favorisce la dispersione del calore) ed è assolutamente controindicato in gravidanza, perché potrebbe provocare danni al feto.

Il consumo di alcol in Italia è in aumento?

Sì, soprattutto tra i giovani. Questo potrebbe spiegare l’aumentata incidenza di determinate patologie e di alcuni tipi di tumore tra chi ha meno di quarant’anni.

I soggetti più a rischio sono i cosiddetti binge drinker, cioè le persone che bevono grandi quantità di alcol in poco tempo, magari in occasioni sociali. Si parla di binge drinking quando, tra gli uomini, si superano 5 drink in un’unica occasione, mentre, tra le donne, chi ne beve almeno 4.

Una consulenza nutrizionale, erogata da un professionista qualificato, può aiutarti ad adottare tutta una serie di azioni volte alla prevenzione delle principali patologie croniche non trasmissibili.

Scrivimi se vuoi avere ulteriori informazioni sui percorsi di prevenzione per te e per la tua famiglia.