Biologo nutrizionista a Milano

Integratori contro lo stress: verità o illusione?

24/05/2024

Gli integratori per lo stress funzionano?

Siamo tutti stressati?

Il termine stress spesso è utilizzato in modo casuale, generico, spesso per non esplicitare problematiche più profonde. Esso individua una condizione di forte pressione mentale ed emotiva, di solito in risposta a eventi, incombenze, problemi della vita percepiti come troppo onerosi o pericolosi.  Lo stile di vita occidentale è sicuramente stressogeno: a riprova di questo, i dati epidemiologici su ansia e depressione e, in generale, sulla salute mentale della popolazione hanno mostrato un incremento dell’incidenza di queste patologie, specie negli anni che sono seguiti alla pandemia. Attualmente (dati Istat) si stima che in Italia quasi tre milioni di persone soffrano di ansia, ma si tratterebbe solo della punta dell’iceberg.

L’impatto dello stress sui comportamenti alimentari è noto: in presenza di una tensione emotiva alcune persone possono sviluppare un’attitudine iperfagica, cioè tendono ad alimentarsi più del dovuto, in presenza o meno di abbuffate incontrollate; altre, invece, tendono a essere più restrittive e a limitare fortemente l’introito di cibo, specie di quello più energetico.

Cosa sono gli adattogeni?

Gli adattogeni sono un gruppo di preparati fitoterapici o erboristici, dunque di origine naturale, che avrebbero la caratteristica di migliorare la risposta individuale agli stimoli stressogeni. Ciò significa che una molecola adattogena avrebbe il potenziale di aumentare la tolleranza allo stress, riducendo il rischio di esaurimento mentale, e di incrementare i livelli di attenzione e concentrazione in condizioni in cui la performance mentale potrebbe essere ridotta.

Cosa fanno gli adattogeni?

Sono numerose le azioni che, secondo i più recenti studi clinici, sarebbero ascrivibili alle erbe adattogene:

  1. Resistenza allo stress. Gli adattogeni sostengono l’organismo nella risposta allo stress fisico, mentale ed emotivo, attraverso la modulazione dei sistemi endocrino, nervoso e immunitario.
  2. Mantenimento dell’omeostasi. Si tratta della capacità di autoregolazione degli esseri viventi, che può essere compromessa dallo stress. Gli adattogeni favorirebbero il ritorno a uno stato di equilibrio psicofisico.
  3. Aumento della resistenza fisica. Alcuni adattogeni hanno azione tonica, aumentano cioè i livelli di energia e riducono la stanchezza fisica.
  4. Aumento della resistenza mentale. Altri, invece, sembrano avere prevalentemente un effetto a livello della sfera emotiva, consentendo un rilassamento più rapido e più elevati livelli di concentrazione protratti nel tempo. Anche il magnesio può essere efficace in questo senso, con meccanismi d’azione più noti rispetto a quelli attribuiti ai preparati erboristici.

Va tuttavia ribadito che studi clinici validati scientificamente su questi preparati sono scarsi e che le evidenze sono per lo più empiriche o legate a usi della medicina erboristica o tradizionale.

Qual è il meccanismo d’azione ipotizzato per gli adattogeni?

Dipende dall’adattogeno, naturalmente.

  1. Alcuni sarebbero coinvolti nella regolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene: sarebbe il caso del ginseng (Panax ginseng, di origine asiatica), che modulerebbe il rilascio di ACTH, un ormone che a sua volta favorisce il rilascio del cortisolo, un ormone prodotto dai surreni e noto come “ormone dello stress”, che aumenta i livelli di zuccheri nel sangue e l’appetito.
  2. Altri hanno mostrato in studi in vitro la capacità di regolare il sistema immunitario, contenendo i fenomeni infiammatori, che alcuni studi hanno associato all’insorgenza di stanchezza che non si risolve col riposo.
  3. Molti adattogeni hanno un potenziale antiossidante. I fenomeni ossidativi determinati dai radicali liberi sono stati associati anch’essi a effetti infiammatori: è il caso dei withanolidi dell’ashwagandha (Withania somnifera), in particolare della Withaferina A.
  4. La rhodiola (Rhodiola rosea), una pianta di origine siberiana, ha mostrato in laboratorio proprietà neuromodulanti, potenziando l’azione di neurotrasmettitori come serotonina e dopamina a livello del sistema nervoso centrale, la cui carenza è associata a condizioni quali ansia e depressione.
  5. L’eleuterococco, invece, sarebbe coinvolto nel metabolismo energetico, favorendo dunque la resistenza fisica.

In nutrizione è sempre molto difficile isola una singola variabile e l’efficacia di una singola preparazione resta dubbia, poiché non sono note le concentrazioni efficaci. L’eventuale utilizzo di questi prodotti non esclude un supporto professionale psicologico, che in molti casi di sovrappeso o obesità è raccomandato. In ogni caso, considerato il rischio di interazioni di queste molecole con farmaci di vario genere (ipoglicemizzanti, antinfiammatori, antidepressivi) o in caso di gravidanza, è essenziale affidarsi sempre a un nutrizionista competente che vi aiuti a scegliere il prodotto più adatto alle vostre esigenze nel corso di una consulenza nutrizionale.